DALLA PAROLA DEL GIORNO
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
Lc 12, 37
Come vivere questa Parola?
Tutto il capitolo 12 di Luca è un insieme di ammonizioni e sollecitazioni a mettere la fiducia solo nel Signore e ad impegnarci a vivere in atteggiamento di vigile attesa.
La fede cristiana non è questione di alcuni momenti importanti della vita che vengono ‘santificati’ con riti speciali, come il battesimo, il matrimonio, la morte. Il cristianesimo è l’adesione alla persona di Cristo, Figlio di Dio, con tutta la propria vita, in una tensione di amore continuo per ascoltare la sua voce, essere consapevoli della sua presenza, impegnati a vivere, il più fattibile, come lui.
Così, quando il padrone ritorna, a qualsiasi ora, egli ci troverà ad accoglierlo, e ci chiamerà “Beati”.
Nella mia pausa di contemplazione, oggi, medito su queste parole di Gesù: “Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese”, e mi metto nella situazione dei servi beati, pronto ad entrare alla festa delle nozze eterne.
Signore Gesù, voglio trovarmi pronto quando tu vieni! Tu conosci le debolezze che mi ostacolano e mi accecano. dammi il coraggio e la forza di vivere con coerenza ciò che porto nel cuore.
Un teologo-mistico dei nostri giorni
Mentre il bambino, crescendo, acquista una sua autonomia nei confronti dei genitori, nella vita cristiana cresce piuttosto la nostra dipendenza dallo Spirito per farci vivere sempre più la vita del Figlio di Dio.
Divo Barsotti
Questo è un blog a contenuto religioso sei il benvenuto/a. Concedi a noi tuoi fedeli, o Signore, di godere di continua salute dell'anima e del corpo e per intercessione della gloriosa e beata sempre Vergine Maria, fà che siamo liberati dalle prove presenti e possiamo godere della gioia futura. Per Cristo nostro Signore. Amen.( Antichissima preghiera carmelitana, il Concede, entrata in uso dal 1281 ).
Antichi resti dei primi carmelitani
Beata Vergine Maria del Monte Carmelo
"Gli è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron" Is 35,2.
lunedì 18 ottobre 2010
giovedì 16 settembre 2010
DALLA PAROLA DEL GIORNO
A voi ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto cioè che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture.
1 Cor 15,3-4
Come vivere questa Parola?
Paolo ha ricevuto dell’oro prezioso. A sua volta è venuto trasmettendolo. Si tratta della verità fulcro del nostro essere cristiani: la passione, morte e risurrezione di Gesù.
Qui sta tutto il motivo di quella fede che, in altro momento, Paolo chiamerà “la vittoria che vince il mondo”. E ancora esplicita: “Cristo mi ha amato e si è dato per me” (Gal 2,20). È il senso profondo della sua passione e morte che arriva in direttissima dentro la mia storia personale. E – attenzione! – procede con un condizionale che spazza via ogni titubanza: “Se Cristo non fosse risorto, vana sarebbe la nostra fede”.
Ecco perché, proprio su questo argomento della risurrezione, nel brano di oggi, Paolo si attarda a nominare i testimoni oculari – diremmo: quelli a cui Gesù risorto è apparso, aggiungendo perfino “più di cinquecento fratelli… la maggior parte di essi – dice Paolo – vive ancora.
Oggi, nella mia pausa contemplativa, ringrazio per la forza la luce l’esplosivo contenuto di verità che le Sacre Scritture contengono. Chiedo la grazia di perseverare nell’ascolto quotidiano della Parole: luce ai miei passi e forza nel cammino.
La voce di un grande Padre
Se, come dice l’Apostolo, Cristo è potenza e sapienza di Dio, chi non conosce le Scritture, non conosce la potenza di Dio, né la sua sapienza. Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo: Ignoratio Scripturarum ignoratio Christi est.
S.Girolamo
A voi ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto cioè che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture.
1 Cor 15,3-4
Come vivere questa Parola?
Paolo ha ricevuto dell’oro prezioso. A sua volta è venuto trasmettendolo. Si tratta della verità fulcro del nostro essere cristiani: la passione, morte e risurrezione di Gesù.
Qui sta tutto il motivo di quella fede che, in altro momento, Paolo chiamerà “la vittoria che vince il mondo”. E ancora esplicita: “Cristo mi ha amato e si è dato per me” (Gal 2,20). È il senso profondo della sua passione e morte che arriva in direttissima dentro la mia storia personale. E – attenzione! – procede con un condizionale che spazza via ogni titubanza: “Se Cristo non fosse risorto, vana sarebbe la nostra fede”.
Ecco perché, proprio su questo argomento della risurrezione, nel brano di oggi, Paolo si attarda a nominare i testimoni oculari – diremmo: quelli a cui Gesù risorto è apparso, aggiungendo perfino “più di cinquecento fratelli… la maggior parte di essi – dice Paolo – vive ancora.
Oggi, nella mia pausa contemplativa, ringrazio per la forza la luce l’esplosivo contenuto di verità che le Sacre Scritture contengono. Chiedo la grazia di perseverare nell’ascolto quotidiano della Parole: luce ai miei passi e forza nel cammino.
La voce di un grande Padre
Se, come dice l’Apostolo, Cristo è potenza e sapienza di Dio, chi non conosce le Scritture, non conosce la potenza di Dio, né la sua sapienza. Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo: Ignoratio Scripturarum ignoratio Christi est.
S.Girolamo
martedì 3 agosto 2010
lunedì 2 agosto 2010
Messaggio della Vergine Maria del 2 Agosto 2010

Cari figli, oggi vi invito a cominciare insieme a me nei vostri cuori a costruire il Regno dei Cieli, a dimenticare ciò che è personale e, guidati dall’esempio di mio Figlio, a pensare a ciò che è di Dio. Che cosa Lui desidera da voi? Non permettete a satana di aprirvi le strade della felicità terrena, strade in cui non c’è mio Figlio. Figli miei, sono false e durano poco. Mio Figlio esiste. Io vi offro la felicità eterna e la pace, l’unità con mio Figlio, con Dio, vi offro il Regno di Dio. Vi ringrazio.
venerdì 16 luglio 2010
DALLA VITA Dl S. GREGORIO PALAMAS

Del modo in cui i Cristiani
debbano pregare sempre
Miei fratelli cristiani, vi esorto ancora, per la salvezza dell'anima vostra, non trascurate la pratica di questa preghiera... Sul principio vi apparirà difficoltosa, ma vi assicuro, da parte di Dio Onnipotente, che il nome del Signore Gesù invocato costantemente, vi aiuterà a superare gli ostacoli, e, quando col progredire del tempo vi sarete resi familiari a questo esercizio gusterete quanto É soave il nome del Signore. Con l'esperienza imparerete che É effettuabile epiacevole. Per questo S. Paolo che più di noi conosceva il grande bene che questo esercizio procura, ci comanda di pregare senza interruzione. Non avrebbe mai imposto quest'obbligo se fosse stato molto difficoltoso e inattuabile, in questo caso avrebbe pensato anticipatamente che non avendo la possibilità di adempirlo saremmo stati disobbedienti e trasgressori, così da incorrere nel biasimo e nella riprovazione. L'Apostolo non poteva avere questa intenzione.
Ricordiamo, per comprendere la possibilità della preghiera incessante, che il metodo consiste nel pregare con la mente. Questo lo possiamo fare ogni qualvolta lo vogliamo. Lavorando con le nostre mani, camminando, mangiando o bevendo, possiamo pregare con la mente e così praticare la preghiera mentale, l'unica gradita a Dio. Lavoriamo col corpo e preghiamo con la mente, il nostro uomo esteriore compia i suoi impegni corporali, l'uomo interiore sia del tutto dedicato al servizio di Dio, mai tralasci questo esercizio della preghiera mentale, in conformità a quanto Gesù, Dio e Uomo, ci ha ordinato: “Quando preghi, entra nella tua cella, quando avrai chiuso la porta prega il Padre che É nel segreto”.
La cella dell'anima É il corpo; le porte sono i cinque sensi. L'anima entra nella cella quando la mente cessa di vagolare qua e là, vagabondando in mezzo alle cose e agli affari del mondo, ma si stabilisce nell'interiorità, nel cuore. I sensi si chiudono e rimangono chiusi, quando li teniamo immuni dalle realtà sensibili esterne. Dio, che conosce tutte le cose segrete, vede la preghiera mentale e la ricolma in maniera percepibile con i suoi munifici doni. Vera e perfetta É quella preghiera che colma l'anima di grazia divina e di doni spirituali. Un balsamo colma col suo profumo il vaso che É accuratamente sigillato, altrettanto la preghiera quanto più É raccolta nel cuore, sovrabbonda di grazia divina.
Beati quelli che acquistano l'abitudine di questo esercizio celeste, supereranno le tentazioni dei demoni malefici, come David sconfisse l'orgoglioso Golia. Placa le disordinate passioni della carne, come i tre fanciulli spensero le fiamme della fornace. La consuetudine della preghiera interiore doma le passioni, come Daniele domò le fiere selvatiche. La rugiada dello Spirito discende nel cuore, come la pioggia invocata da Elia scese sul monte Carmelo. La preghiera della mente ascende fino al trono di Dio, ove viene riposta in fiale preziose, come profumo che si espande al cospetto dell'Altissimo. San Giovanni così le descrive nell'Apocalisse: “I ventiquattro anziani si prostrarono davanti all'Agnello, ognuno teneva in mano la cetra e delle fiale d'oro piene di profumo, esse sono le preghiere dei santi”. La preghiera della mente É la luce che illumina l'anima dell'uomo, ne riscalda il cuore con l'amore di Dio. Ô la catena che unisce Dio con l'uomo e l'uomo con Dio. Cosa più che meravigliosa É il trovarsi con il corpo in mezzo agli uomini e con la mente in intimo colloquio con Dio... Quale dono più grande puoi desiderare di questo che ti permette di essere costantemente davanti a Dio e di conversare con Lui, conversare con Dio, senza di Lui nessuno può esser benedetto n‚ nella presente n‚ nella futura vita?
Fratello, chiunque tu sia, quando avrai preso in mano questo libro e l'avrai letto e vorrai mettere in pratica i vantaggi che la preghiera della mente apporta all'anima, ti esorto ad usale l'invocazione: Signore abbi pietà, per l'anima di colui che ha lavorato alla stesura di questo libro e di chi l'ha aiutato a pubblicarlo. Essi hanno grande bisogno della tua preghiera per ottenere la misericordia divina per le loro anime, come Tu ne hai bisogno per la Tua. E così sia.
domenica 4 luglio 2010
Messaggio del 2 Luglio 2010

Cari figli, la mia chiamata materna che oggi vi rivolgo è una chiamata di verità e di vita. Mio Figlio, che è la vita, vi ama e vi conosce nella verità. Per conoscere e amare voi stessi dovete conoscere mio Figlio, mentre per conoscere ed amare gli altri dovete vedere in essi mio Figlio. Perciò, figli miei, pregate, pregate per comprendere e abbandonarvi con spirito libero, per trasformarvi completamente ed avere in questo modo il Regno dei Cieli nel vostro cuore sulla terra. Vi ringrazio.
mercoledì 30 giugno 2010
Iscriviti a:
Post (Atom)
